20) Schopenhauer. Le idee si intuiscono.
Con efficacia e maestria A. Schopenhauer descrive come avviene
l'intuizione dell'idea, che richiede al soggetto conoscente di
diventare il puro soggetto della conoscenza.
A. Schopenhauer, Il mondo come volont e rappresentazione, I, 34.

 Quando, sollevati dalla potenza dello spirito, rinunciamo a
considerare le cose secondo la maniera volgare e cessiamo di
ricercarne soltanto le reciproche relazioni, il cui ultimo termine
 sempre la relazione con la nostra volont, secondo gli aspetti
del principio di ragione; quando non consideriamo pi il dove, il
quando, la causa e la finalit delle cose, ma unicamente ci che
esse sono; quando non permettiamo che s'impadroniscano della
coscienza il pensare astratto, i concetti della ragione; ma, al
contrario, dedichiamo tutta la forza del nostro spirito
all'intuizione, sprofondandoci in essa, e lasciamo che tutta la
nostra coscienza sia riempita dalla tranquilla contemplazione
dell'oggetto naturale, che ci sta dinanzi, sia esso un paesaggio,
un albero, una roccia, un edificio o qualche altra cosa; quando,
secondo un'efficace espressione, ci perdiamo completamente in
quell'oggetto, ossia dimentichiamo la nostra individualit, la
nostra volont e non rimaniamo nient'altro che soggetto puro,
chiaro specchio dell'oggetto; come se l'oggetto solo esistesse,
senza che nessuno lo percepisse, e non  pi possibile distinguere
colui che intuisce dall'intuizione stessa, poich sono diventati
una sola cosa essendo l'intera coscienza riempita e posseduta da
una sola immagine intuitiva; quando dunque l'oggetto si  in tal
modo liberato da ogni relazione con altri oggetti fuor di se
stesso, e il soggetto si  liberato da ogni relazione con la
volont: allora ci che viene cos conosciuto non e pi la cosa
particolare in quanto tale, ma  l' idea, l'eterna forma,
l'immediata oggettit della volont in quel grado: perci appunto
non  pi l'individuo quello che  rapito in tale intuizione:
proprio l'individualit infatti si  annullata: egli  invece puro
soggetto della conoscenza, liberato dalla volont, dal dolore, dal
tempo.
[...].
Il puro soggetto della conoscenza e l'idea, che ne  il correlato,
si trovano fuori da ogni forma del principio di ragione: il tempo,
il luogo, l'individuo che conosce e l'individuo che viene
conosciuto non significano nulla per essi. Non appena accade che
un individuo conoscente si elevi, come abbiamo detto, a puro
soggetto del conoscere, innalzando in tal modo l'oggetto
conosciuto a idea, si mostra integro e puro il mondo come
rappresentazione e si effettua la completa oggettivazione della
volont, dato che di questa adeguata oggettit  solo l'idea.
Questa racchiude in s tanto l'oggetto quanto il soggetto, dato
che entrambi ne sono l'unica forma: in essa, per, soggetto e
oggetto si trovano in perfetto equilibrio: come l'oggetto qui
altro non  se non la rappresentazione del soggetto, cos anche il
soggetto, che tutto si perde nell'oggetto intuito,  divenuto
tutt'uno con l'oggetto, in quanto l'intera conoscenza altro non 
se non la pi limpida immagine di esso.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1971, volume
diciannovesimo, pagine 674-676.
